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La mia foto
Sono ancora vivo.... e questo mi basta.

mercoledì 27 luglio 2011

My Lovely Burnt Brother parte seconda

Ecco i Sick Rose come appaiono in "My Lovely Burnt Brother"
Prossimamente (appena riesco a capire come si fa) metterò in rete la "clip" con la loro esibizione.

Luca

Diego

Rinaldo

Dante

Maurizio
Tutte le scene gore degli omicidi hanno come colonna sonora un pezzo dei Sick Rose che appaiono anche nel film in qualità di ex band della poliziotta un po' punk che segue il caso.
La sequenza dei Sick Rose venne girata una sera in un casello ferroviario abbandonato che era stato adibito a sala prove.  Per l'occasione aggiungemmo sulle pareti un po' di Manifesti della mia collezione
(si riconoscono chiaramente Zombi 2, Batman - quello anni '60 - Spasmo di Umberto Lenzi e, appesa ad un asta di un microfono, si intravede brevemente anche la mia fanzine "The Amazing MEFI"). La band suonò dal vivo "It's Hard" ma il sonoro non venne registrato e nel film si utilizzo la registrazione presente sul disco, per questo il suono non è sincronizzato.

Quella sera ricordo che c'era anche Nino Ventura, scultore e regista di Chivasso, perchè fosse lì non lo so....

MY LOVELY BURNT BROTHER... AND HIS SQUASHED BRAIN
The Complete Opening Credits

Warning
This video contains several gory
scenes an is NOT intended for
the squeamish 

Too 
Andree Maranda
Our Famileis
Our Actor

Arduino and Lioy Entertainement
presents

a
Giovanni Arduino and Andrea Lioy
Production of

a film by
A. G. Stewart
J. J. Hard

(parte il prologo inquadrando in primo piano la videocassetta di Mary Poppins, la scena, girata nella mia videoteca appena aperta, vede un incauto cliente noleggiare una videocasseta nonostante il parere contrario del negoziante. Il prologo si chiude quando la cassetta noleggiata (una VHS) viene inserita nel videoregistratore (un Video 2000) .... parte un lunghissimo inizio rullo (conto alla rovescia da 15 secondi) poi, in uno spezzone in bianco e nero compare un tizio su di un divano con delle bobine di pellicola a fianco... una scritta ci informa trattarsi del produttore.  Dopo un lungo silenzio dice: "Sto film fa schifo" e quindi partono i lunghissimi titoli


a film by
A. G. Stewart
J. J. Hard

MY LOVELY BURNT BROTHER AND HIS SQUASHED BRAIN

Starring
Nikki Peace

Anne Tzakol

John J. Bridge

Nick Tortone

Paul Delos

With
Kay Escard

Homeboy Rudy

Dolph War

Salvatore Smith

Blake Eastwood

Lewis Waters

Tom Gargiulo

Mark Sin

Wally Moon

Peggy Moon

Ruby Chambers

Special Hosts
The Mefi

The Sick Rose

Daniel Hartley

and
"Burnt Bernie"
as Himself

Cinematographer
Ted Creep

Edited by 
Frank Pappalardo

Additional Scenes
Ray Kastalodopoulis

Special effects
Blue Light, Inc.

Make Up Effects
"Snake" De Los Rios

Creatures
Los Rios Fx, Inc.

Art Director
Dee Marandaz

Music
A.G. Stewart

Songs
The Sick Rose

Additional Music
A. Quin
G. Preskett
F. Mangialavori
R. Fogù

Paintings
Alessandri

Written by
A.G. Stewart
J.J. Hard

Original story
"Gotcha" Capone

Produced by
Herb De Trout

Line Producer
Yko Kagamukatzu

Executive producers
Giovanni Arduino
Andrea Lioy

Directed by
Andrew Giulietti Stewart
Jay Jay Hard

MY LOVELY BURNT BROTHER AND HIS SQUASHED BRAIN

Another warning
This film was shot
in Beer-O-Vision.

for the complete
enjoyment of this
unique movie

... please drink 35
cans of "El Cheapo
Super" in the
following 40 Sec.

Cheers

Cheers

Cheers

Cheers

Cheers

Cheers

Cheers

Cheers

Cheers

Cheers

Cheers

Cheers

Cheers

Cheers

Cheers

Cheers

Cheers

Cheers

Cheers

Cheers

Cheers

Cheers

Cheers

Burp



Alla fine del film appare la scritta:
Who are the monsters?
His Bernie a Monster?
Are you a Monster?







Festa Punk

Era una festa privata ad inviti e questo era il biglietto da mostrare all' ingresso

Naturalmente di autentici Punk non ce n'era manco uno. 
In realtà la festa era stata concepita goliardicamente come una "mascherata" e riuniva in un unico posto gente diversissima tra loro..... dalle stelle alle stalle.
La partecipazione fù molto alta, quasi tutti gli invitati si presentarono abbigliati a dovere, forse l' ondata trasgressiva del punk aveva in qualche modo toccato l' animo di tutti.
L'evento è rimasto nella memoria di molti e anni più tardi qualcuno rimenbrava con evidente nostalgia. 
La colonna sonora prevedeva oltre a Sex Pistols, Damned, Ramones, Devo etc.  anche classici come Stooges, Seeds, Electric Prunes, una spruzzatina di Ska e qualche mio "favorito" come Tubes (come non mettere "White punks on dope") e New York Dolls.
Si consumarono fiumi di birra, tanto che alla fine le lattine vuote coprivano quasi interamente il pavimento.... le danze scatenate proseguono fino alle due. Esaurite le energie e finita la birra la festa si spegne.... ma alcuni temerari (tra cui c'ero anch'io) hanno ancora la forza ed il coraggio di andare fino a Torino.... in birreria per mettere qualcosa sotto i denti.


Eccomi nelle vesti di DJ, quella sera ho realizzato uno dei miei "sogni impossibili"
Sparare a tutto volume tre (interminabili) minuti di "Metal Machine Music" di Lou Reed
nel bel mezzo di una festa.... per vedere di nascosto l'effetto che fa.


Eccomi invece scatenato nelle danze in compagnia di una signorina bionda


Una delle principali attrazioni della serata........

Paolo Punk chiuso nel frigorifero........


Il vincitore del premio per il miglior trucco


Due Punkine


Quella sera vennero scattati circa tre rullini di foto ma quasi tutto il materiale andò perso per un qualche errore nello sviluppo dei negativi..... peccato.

lunedì 25 luglio 2011

Skarab Story part 4



Live at Fontanina 28 Dicembre 1980
Festa dei Coscritti di Verrua Savoia e Cavagnolo

Il Batterista Ali Mouson (Elio) ci lascia per altri impegni e viene sostituito da Giorgio (che prende il nome di Joe Amat), Rinaldo abbandona la chitarra e si unisce al coro, che oltre al canto e al ballo, assume una funzione coreografica con cambi di costumi e mosse studiate per ogni brano.
Il repertorio si arricchisce di "Problem Child" di Graham Parker e di altre due composizioni originali: "Michigan" di Krystal e "Blue Souvenir" di Gig O'Lon.



Il nuovo arrivato
Giorgio de Giorgi, grande batterista dalla lunga esperienza con numerosi gruppi locali.









Quella serata alla Fontanina è stato il nostro "giorno da Leoni", un vero trionfo, la sala era talmente piena che Marco (il gestore del locale) aveva paura che il pavimento non reggesse e che finissimo tutti in cantina.

L'entrata in bici di Riff
Entriamo dal fondo del locale in sella a delle biciclette e mi sembra anche ad una Vespa, partiamo con "One step beyond" e sono subito tutti in pista, verso le 10,30/11 la sala è una bolgia stracolma di ragazzi che saltano e urlano, provare l' ebrezza, anche solo una volta nella vita, di suonare di fronte ad un pubblico che ti acclama ed è in delirio per la tua esibizione, non ha prezzo e ti fa sentire una rock star (anche solo per un ora, credetemi, ne vale la pena). Nel finale abbandono la chitarra pure io e mi unisco al coro, il pubblico ci lancia coriandoli, noi siamo in preda ad una specie di "Trance Agonistica". Un concerto che ricorderò come uno dei momenti più esaltanti della mia vita.

Ecco il mio stupendo costume di quella magica sera


Il coro in due dei suoi "travestimenti"


Qui siamo solo all' inizio... io ho ancora la giacca rossa.
Il mio momento di gloria personale mentre canto "Wrong 'em boyo" dei Clash
Quella sera, per fortuna, attaccai con la tonalità giusta e fù la mia più grande interpretazione.
Notare sullo sfondo Quaquo con uno scolapasta in testa.

Nel finale il pubblico ci lancia coriandoli.... si intravede Dr. Fito con in testa un imbuto
Io con il coro nel finale (Foto che mi è stata inviata da Riff e che non avevo mai visto prima)


venerdì 22 luglio 2011

The Motels



Primo disco dei Motels, lo comprai perchè mi piaceva la copertina, era un buon disco di RockWave e c'era un pezzo che mi colpi in particolare, un lento ricco di pathos e con un solo di sax (ho sempre avuto un debole per gli assoli di sax) si intitola "Total Control".
Mi ero anche iscritto al Fan Club e mi mandarono questa foto autografata e gli auguri a natale per un po' di anni


Vi propongo una versione live di "Total Control"  che ho trovato su You Tube, ma la versione in studio aveva più pathos nel finale (dove tornava il sax in sottofondo)


Quarantotto al cubo

Quando ho realizzato che non sarei diventato un calciatore per evidenti limiti nel gioco del calcio, allora ho spostato i miei sogni sul musicista, ma non un musicista qualsiasi, una rock star!
Il primo passo per arrivare allo scopo era formare un complesso, così una domenica mattina io, mio cugino ed un altro ragazzino di Cavagnolo di nome Claudio, come se fosse la cosa più normale, anzi quasi inevitabile, decidiamo di fare un complesso, dopo una breve consultazione ci distribuiamo i compiti, io avrei dovuto essere il bassista, mio cugino il batterista e Claudio il chitarrista, naturalmente nessuno di noi sapeva suonare, ne aveva mai visto uno strumento, quindi la prima cosa da fare era comprare gli strumenti, poi come per magia avendo lo strumento avremmo sicuramente imparato a suonarlo..... nella nostra completa ignoranza era logico, compravi una chitarra e dopo una settimana eri Eric Clapton. Il primo strumento che compriamo è una batteria di seconda mano, da Pugliese di Chivasso (negozio che non esiste più), Lire 80.000, la montiamo a casa mia nel magazzino, Io compro un basso da un mio compagno di scuola, Lire 10.000 senza custodia e Claudio si compra una chitarra rossa nuova Lire non ce lo ha mai detto.

Mio cugino col Basso Meazzi da Lire 10.000

A questo punto, visto che da soli non imparavamo niente se non suoni disarticolati (chiamarli suoni è presuntuoso.... immaginate quale suono possa produrre uno strumento elettrico senza amplificatore in mano ad uno che non sa neanche da che parte girarlo) decidiamo che serviva qualcuno che ci impartisse qualche lezione, l' unica persona che conoscevamo che sapeva suonare era Bruno, chitarrista.... allora ci siam detti impariamo tutti a suonare la chitarra che poi di li.... il resto viene automatico. Le lezioni si svolgevano in questo modo: io vedevo Bruno tutti i giorni sul treno (eravamo studenti pendolari) e qui lui mi disegnava su di un foglio gli accordi, io passavo gli appunti agli altri ed ognuno per conto suo imparava le posizioni, non era poi così difficile fare un accordo, il problema era passare ad un altro accordo senza andare fuori tempo.... comunque nel giro di un mesetto io e mio cugino eravamo in grado di suonare "La Canzone del Sole" di Battisti (un classico per iniziare, anche perchè molto semplice), Claudio invece era veramente negato, forse aveva le dita troppo grosse, ma non riusciva proprio a premere le corde una per volta senza toccare le altre, un disastro.... e così abbandonò. Mio cugino al contrario faceva progressi da gigante e sembrava veramente portato per la musica, passò al basso e divenne un eccellente musicista. Io strimpellavo con fatica, alcune cose mi venivano benino... ma non avevo orecchio, nei passaggi più complicati mi perdevo e così continuai a strimpellare per conto mio. La batteria restò li, nel mio magazzino, per un po', ogni tanto mi sedevo dietro ai tamburi e cercavo di fare un qualcosa che assomigliasse ad un ritmo, ma era inutile, allora facevo degli assoli.... qualcosa che sembrava uno che cade dalle scale.
In me e mio cugino l' idea del complesso però non muore, conosciamo altri ragazzi di Brusasco che suonano, Franco e Genio (lo chiamavamo Genio non perchè era un genio ma perchè si chiamava Eugenio) ambedue chitarristi, ci serviva un batterista e qualcuno ci suggerisce di andare alla Fontanina e di chiedere di un certo "Cacio", così facciamo e troviamo il nostro batterista - e qui mi devo fermare un attimo perchè Claudio, conosciuto da tutti come "Cacio", purtroppo non è più tra noi.... ed il cuore mi si stringe e a fatica riesco a trattenere le lacrime, per me è stato un grande amico, c'erano delle sere che bastava che ci guardassimo e scoppiavamo tutti e due a ridere.... senza un motivo.... senza dire nulla... forse eravamo semplicemente felici di esistere e di essere li, insieme in quel momento -
A noi si unisce anche Bruno, il nostro insegnate di "accordi", che porta anche il suo amico Albino alle tastiere, coinvolgo anche un altro Franco (mio compagno di teatro) per cantare alcuni pezzi di Battisti e siamo al completo.... diventeremo, per una sera soltanto, i "Quarantotto al cubo" per suonare indovinate dove.... alla festa patronale di Brusasco del 1972 o 73 (come gli Skarab un po' di anni dopo).
Per le prove ci viene concessa una stanza in un enorme collegio abbandonato, abbiamo un repertorio assai confuso e strano, passiamo da "Smoke on the water" dei Deep Purple a "I Giardini di marzo" di Battisti per finire a "38 Luglio" degli Squallor, io non suono ma svolgo le funzioni di consigliere e "Tecnico del suono" (ma non avevamo un mixer!!!) e posso sfogare tutta la mia voglia di esibizionismo declamando con voce squillante "38 Luglio", il pezzo viene così bene che decidiamo di fare anche "Ti ho conosciuta in un clubs" (la mia preferita), "Elena.... Troia.... Città mia" e "La marcia del K2" , quando alla fine di "Ti ho conosciuta in un clubs" urlo "Odite... sei una donna o sei un semaforo" c'era quasi sempre l'applauso.

"Odite... sei una donna o sei un semaforo!!" e notare che camicia psichedelika!!!

La serata (o le serate... forse erano due) non era proprio un concerto, ma una normale serata danzante su ballo a palchetto che seguiva sempre più o meno questa scaletta: si apre con il liscio, una bella mazurka, un paio di valzer e una polka, riposino, poi si alternano tre shake e tre lenti e una pausa fino alle undici e mezza circa, un ultima serie di lenti per permettere alle coppiette di farsi l'ultima limonata, poi twist, cha cha cha, magari un tango e l'immancabile trenino finale al ritmo di samba. A mezzanotte il complesso sulle note dell'ultimo pezzo dà la buona notte e fine delle danze.
Alla fine siamo tutti contenti ed eccitati per la riuscita della serata  e per festeggiare andiamo al bar Livio (un locale della zona sempre aperto sino a tarda ora). Ci andiamo con la 500 "Station Wagon" di Bruno alla velocita di 83 Km orari, durante il viaggio Bruno si ferma, scende e prende il tergicristallo nel gesto come di stringere la mano a qualcuno, poi risale e dice: "Gli ho fatto i complimenti perchè ha compiuto 100.000 Km"

Una mia foto di quel periodo con la Ibanez di Franco

giovedì 21 luglio 2011

Pornozilla


Qualcuno a postato su YouTube "Pornozilla", la qualità è pessima ma in attesa che digitalizzi la mia copia originale, beccatevi questa...... comunque più di 2400 visualizzazioni!
Quando metterò in rete una copia migliore vi racconterò anche la sua storia.

La neo-lingua

Anche noi come Spock* e Christian Vander* volevamo avere la nostra lingua, non contenti di creare astrusi neologismi per la lingua italiana (vedi esempi in basso), una sera mentre eravamo in auto e ci recavamo in quel di Chivasso decidemmo che automobile sarebbe diventato "sdruminga", strada si trasformava in "micola", curva = "svinga", .....attento c'è la micola gelata, se prendi le svinghe troppo forte la sdruminga sbanda. Questa fù la prima frase nella neolingua.....  ed anche l'ultima!! Ma ancora oggi alle volte quando ci vediamo qualcuno se ne esce con "Dove hai posteggiato la sdruminga?"
Naturalmente eravamo io, Paolo e Riccardo.

Ecco la sdruminga su cui viaggiavamo quando abbiamo inventato la neolingua
*Spock è il vulcaniano con le orecchie a punta di Star Treck e parla il Vulcaniano, Christian Vander è il leader dei Magma che scrive i testi dei suoi pezzi in Kobaino (lingua del pianeta Kobaia, da cui dice di provenire).

Astrusi neologismi
Monognola : una bignola molto piccola
Trignola : una bignola molto grande
Pentagnola : una bignola enorme

Mopla: spina con una sola uscita
Bipla: spina con due uscite
Pentapla: spina con cinque uscite

Monocletta: bici con una sola ruota

Bino: convoglio ferroviario con due soli vagoni (con più di tre vagoni: Treno)

Mamaforo: semaforo lampeggiante (Se-maforo, se verde passi, se rosso ti fermi, se giallo fai un po' te)

Monostecca : bistecca molto piccola o una stecca musicale non in stereo
Tristecca: bistecca molto grande ma indigesta

Trisogno : una necessità molto accentuata

Triscia: Biscia molto lunga

Bifoglio: Trifoglio con due sole foglie (più raro del quadrifoglio)

e via delirando......

Everybody Knows


Questo pezzo di Leonard Cohen nella versione dei Concrete Blonde mi è particolarmente caro perchè è stato la colonna sonora di un momento particolare della mia vita.... il momento in cui, alle soglie dei 40 anni, mi son reso conto che non potevo più fare il teenager..... perchè i teenager potevano essere miei figli.

mercoledì 20 luglio 2011

I Denti del Duce


I Denti del Duce è il più sensazionale, fantastico e meraviglioso nome mai pensato per un gruppo musicale, un allegro complessino che doveva allietare le serate danzanti della festa patronale di Cavagnolo, naturalmente non è mai esistito, è comparso solo in un volantino clandestino che proponeva alcune manifestazioni alternative in occasione della festa di Cavagnolo del 1982 (??Forse??)
Nello stesso volantino, che venne affisso in un paio di punti strategici, si organizzava una improbabile gara di "lancio del prete" ed una di "salto del mastello" oltre ad altre amenità che non ricordo.
Naturalmente era una bufala ad opera dei soliti ignoti di cui non posso fare il cognome ma solo il nome: Maurizio, Paolo e Riccardo

Quel volantino, dopo averlo conservato per anni, purtroppo oggi non è più tra noi.
Riposi in pace. Amen

Stalin

SAI COSA FACEVA STALIN ALLE DONNE? - 1969 - ITALIA

Arrivato a Cavagnolo presumibilmente nel 70/71


Era uno di quei titoli che ti mettevano addosso un aspettativa bestialie, stavi tutta la settimana a chiederti cosa mai facesse Stalin alle donne, le picchiava? le torturava? gli mandava dei fiori? Quella domenica non potei andare al cinema perchè ero malato e ancora oggi non so cosa faceva Stalin alle donne.
Un altra cosa che mi chiedevo.... ma chi cazzo era sto Stalin? (questo l'ho poi scoperto qualche anno più avanti)

martedì 19 luglio 2011

Asino chi legge



La "Asino chi Legge Editore" non è mai ufficialmente esistita, era una casa editrice clandestina da me creata nel 1979 per pubblicare una rivistina demenziale intitolata "Tango Macabro" di cui furono pubblicati due soli numeri, il numero Zero e il Doppio Zero.
Sono sempre stato un assiduo frequentatore delle sale cinematografiche ed i generi che più amavo erano 
l' horror e la fantascienza, ogni tanto (ma molto raramente) leggevo anche qualche libro di tali argomenti, ricordo di aver letto "Dracula il Vampiro" mentre ero al lovoro, aspettando che finisse la messa, seduto sul carro funebre.... era un quadro perfetto.
Durante il servizio militare ho iniziato a leggere fantascienza, mi piaceva molto Philip Dick, ma quello che più mi intrigava nella fantascienza era il mondo del cosidetto Fandom, ossia quell' insieme di appassionati e cultori che si riunivano in circoli e pubblicavano piccole riviste amatoriali chiamate Fanzine, nella maggior parte dei casi si trattava di gente che si prendeva un po' troppo sul serio, ma mi piaceva quest' idea di stampare in proprio una rivista e farla girare in un piccolo circuito di appasionati.
Intanto il Dante mi apre una tipografia ad un centinaio di metri da casa mia, per un certo periodo tutto il mio tempo libero lo passo li, con Dante ci troviamo a meraviglia, spariamo cazzate a raffica e lui mi introduce nei misteriosi meandri della stampa, se a tutto questo aggiungiamo che un giorno scopro che il mio amico Daniele (oggi apprezzato jazzista), oltre a suonare meravigliosamente il pianoforte, realizza divertenti tavole a fumetti molto demenziali.... a questo punto "Tango Macabro" è inevitabile.

Numero Zero
Numero Doppio Zero
Il Numero Zero esce all' incirca nella primavera del 1979, Stampato in offset con una tiratura di 500 copie (che alla fine saranno qualcuna in più... perchè non si butta via niente).
40 pagine più la copertina in cartoncino leggero, per la copertina usavamo degli avanzi di magazzino e così ce ne sono di tre diversi colori: Verde, Giallo e Blu.
Per utilizzare un altro avanzo la pagina centrale è stampata su carta arancione.
Il Numero Doppio Zero esce verso la fine dell' anno (o all'inizio del 1980, non ricordo bene) sempre di 40 pagine + la copertina (ancora di tre colori, bianca, verde e blu ma non più in cartoncino) circa 500 copie in offset.
Entrambe erano in formato A4.

Tutti e due i numeri andarono esauriti, più di trecento copie vendute (molte ad amici ma un buon numero mi fù ordinato per posta) le altre, tolto qualche omaggio, scambiate con pubblicazioni di altri fanzinari in giro per il mondo.
Ne conservo qualche copia, come ricordo, nel mio archivio.

Questa è una foto che mi ha mandato un mio lettore.... aveva capito perfettamente qual era il posto più adatto dove leggere Tango Macabro.... e per me fù una grossa soddisfazione!!


Magari in futuro pubblicherò integralmente i due numeri nel blog.... così anche voi potrete assaporarne le delizie..... però portarsi il computer nel cesso è un po' scomodo

lunedì 18 luglio 2011

Skarab Story part 3

Live at Fontanina 18/10/1980

Ecco i due nuovi arrivi


Patrizio Parpinel - Sax
Ottimo musicista, per gli Skarab compose un pezzo strumentale sullo stile di "One Step Beyond" intitolato "Blue Souvenir" che secondo me è superiore all' originale.

Franco Cappellino - Tromba
Amico di vecchia data con cui ho condiviso le prime esperienze musicali, ottimo chitarrista che da poco tempo aveva iniziato a suonare la tromba.








Il repertorio si amplia con una nuova composizione di Beppe: "You got my heart", Il classico "Jamaica Ska", "Blue beat and ska" dei Matumbi, "Wrong 'em Boyo" dei Clash che vede il mio esordio come cantante solista e "Jackpot" dei Beat.
Per presentarci al pubblico ognuno di noi si inventa uno pseudonimo, io rimango "Il Mefi", mio cugino "MajoMajo", Beppe diventa "Kristal", Elio "Ali Mouson", Rinaldo "Dr. Fito", Mario "Marsko", Riccardo "Riff", Pier Roberto " Quaquo", Franco "Skaplein" e per finire Patrizio "Gig O'Lon"
Il salone della Fontanina si riempe e riceviamo una calorosa accoglienza, grande succeso ed otteniamo anche il nostro primo (ed ultimo) ingaggio, i coscritti di Verrua ci vogliono per allietare la loro festa il 28 Dicembre sempre alla Fontanina.

Krystal e Dr. Fito

Ali Mouson
MajoMajo

Quoque, Riff e Mefi

Marskò e Mefi
Skaplein, Gig O'Lon e Ali Mouson

Apriamo il concerto con "One step beyond" dei Madness (ricordo che questò pezzo entrò nelle Hit Parade italiane solo nel febbraio 1981) subito seguita da "Monkey Man", poi la nostra rielaborazione ska di "Resta" (Equipe 84) e il classico "Jamaica Ska", brevissima pausa, poi "You got my heart" che aveva un paio di falsi finali molto divertenti, "E adesso te ne puoi andar" e "Blue beat and ska" pezzo lento dall' atmosfera avvolgente, quindi il mio pezzo forte "Wrong 'em boyo" che vedeva il mio debutto come cantante, l' attacco è rovinoso, sono completamente fuori tonalità.... poi mi riprendo e concludo alla grande, per finire il nostro cavallo di battaglia "Baby don't you know the ska" nelle due versioni lenta e veloce. Come bis ripetiamo "One Step Beyond" e "Monkey Man".


sabato 16 luglio 2011

La Piazza e il pallone


Questa è la piazza di Cavagnolo dove, negli anni 60, ho trascorso la mia infanzia giocando a pallone, tutti i santi giorni, dopopranzo fino all' ora di cena, d'estate si giocava anche al mattino e nel dopocena fino a notte.  L' assegnazione dei ruoli avveniva secondo il metodo adottato (credo) in tutto il mondo.... i più forti all' attacco, gli scarponi in difesa e quelli proprio negati in porta. Io giocavo terzino e raramente mi lasciavano superare la metà campo, in tutta la mia carriera non ho mai segnato un gol.... e pensandoci ora credo mi facessero giocare solo perchè ero quello che portava il pallone (quello di cuoio, da veri calciatori, avevo una zia che faceva la custode allo "stadio" di Chivasso e ogni tanto mi regalava qualche pallone usato). Quando pioveva o non si raggiungeva il numero per fare una partita si giocava a figurine (dei calciatori ovviamente) .... insomma il calcio era il centro delle nostre esistenze.
Infatti il mio primo sogno è stato quello di diventare un calciatore, prima del musicista e dell' attore volevo essere un centravanti, poi quando ho capito che non ero proprio un fenomeno allora ho ripiegato sul portiere. Sognavo di giocare nell' Inter perchè l' Inter in quegli anni era la squadra che vinceva tutto, SartiBurgnichFacchettiTagninGuarneriPicchiJairMazzolaMilaniSuarezCorso, la prima formazione imparata a memoria sull' album figurine Panini, (c'hai delle figu.... io c'ho Facchetti... c'hai sempre solo Facchetti.... ha fatto 5 album solo con Facchetti)*. Con gli altri ragazzini della piazza (anche loro immagino volessero diventare calciatori) ci creammo la nostra squadra, la mamma di uno di loro ci comprò le maglie, rosse con una banda trasversale gialla, e la battezzammo "Real Saetta", tutte le domeniche, nel campo di Santa Fede, si giocava (sempre e solo) contro il Brusasco, per anni fù un eterno derby. Le partite iniziavano verso le 3 del pomeriggio e finivano quando eravamo stanchi, non c'era nessun arbitro e si terminava sempre con risultati del tipo 15 a 12, ogni tanto perdavamo il conto dei gol e allora si adottava la procedura del.... chi fa questo vince.   Tutto questo nel periodo delle scuole elementari.... poi venni bruscamente sradicato dalla mia piazza e mandato in collegio, furono due anni terribili, ma anche li si giocava a pallone tutti i giorni...

Una buona parte dei ragazzi del Real Saetta andarono poi a giocare nella Montuese, io compreso, facevamo il campionato di terza categoria, le prime due uscite furono disastrose, la prima giornata a Gassino perdemmo 10 - 0, ma eravamo riusciti a tirare in porta almeno due volte, la seconda giornata in trasferta ad Alpignano, perdemmo 16 - 0, senza riuscire a superare la metà campo, gli avversari erano fisicamente tutti il doppio di noi e dopo un primo tempo finito 12 - 0 ci diedero il loro portiere, altrimenti non so quanti ne avremmo presi.... anche quelli di noi che consideravamo "forti" non riuscirono a toccare la palla, così decisi che era giunto il momento di appendere gli scarpini al chiodo. Forse il calcio non era la mia strada.....


* Dal dialogo iniziale su "Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu" di Elio e le Storie Tese

Il mio secondo e terzo LP

 Torino, mi apprestavo a divenire un futuro geometra presso una scuola che non aveva ancora un nome, era il "secondo geometri" (poi diventato Guarino Guarini) e tutte le mattine arrivavo col treno a Porta Susa, di fronte alla stazione c'era un negozio di dischi, si chiamava Calligaris e divenne il mio primo spacciatore di vinile di fiducia. Questi sono i primi due LP che comprai (tutti in una sola volta).

Pink Floyd - Atom Heart Mother
 Il famoso LP della mucca, mi piaceva così tanto la prima facciata che.... la facciata B la ascoltai circa 10 anni dopo. Non sono mai stato un fans scatenato dei Pink Floyd ma considero il loro primo disco (The Piper at the Gates of Dawn)  un vero capolavoro.


Santana - Abraxas
Mi sono innamorato di Santana dopo aver visto la sua performance nel film "Woodstock", il suo mix di musica latina e rock mi piaceva da morire, Abraxas è un altro di quei dischi che ho letteralmente consumato.... infatti la copia comprata quel giorno da Calligaris ho dovuto buttarla (anche perchè ho trovato la stampa americana con copertina apribile). Santana continua a piacermi ma sono arrivato solo fino al terzo disco (forse ho anche Caravanserai che però ho ascoltato pochissimo)

Dopo questi due acquisti contemporanei non mi sono più fermato.... e non ricordo quale sia stato il quarto, il quinto etc..... ce ne sono stati migliaia e migliaia, difficile tenere il conto.

venerdì 15 luglio 2011

Genesis

Per iniziare l' argomento Genesis ecco il mio personale e definitivo (e naturalmente anche discutibile) parere:

Il loro primo disco fa veramente cagare.
Dopo la dipartita di Gabriel li ho completamente cancellati dai miei interessi, Phil Collins mi sta antipatico.
Lasciano alla storia tre LP assolutamente fondamentali: Nursery Crime, Foxtrot, Selling England by the Pound
Un LP notevole: Trespass, sopratutto per The Knife
Un Doppio LP di congedo un po' troppo pretenzioso, un po' troppo manieristico, un po' troppo lungo ma che si può perdonare.
Un Live pregevole ma non eccezzionale.
The Musical Box è il mio brano preferito seguito a ruota da Watcher of The Skies. 


GENESIS 1
Domenica 3 Febbraio 1974, ore 18 - Palasport, Torino

Quelli della mia età ricorderanno l' "Austerity", era quella cosa che impediva alle auto di circolare la domenica, prima delle targhe alterne (una domenica le pari e la successiva le dispari) per quattro o cinque domeniche non poteva circolare nessuna automobile, ebbene i Genesis vennero in Italia proprio una di quelle maledette domeniche. Una sfiga nera!!! Da Cavagnolo abbiamo dovuto prendere il treno fino a Porta Susa e poi il filobus per arrivare al Palasport, e per completare il quadro.... era una merdosa giornata di pioggia. Eravamo io e mio cugino Mario (forse c'era qualcun altro... ma non ricordo... Bruno c'eri anche tu?) per strada incontrammo dei miei amici di Piana San Raffaele e ci unimmo a loro (forse ci eravamo anche dati un appuntamento da qualche parte.... non ricordo, è passato troppo tempo). Arrivati al Palasport c'erano i soliti tafferugli tra la polizia e gli Autonomi, ormai era diventato un classico.... non c'era concerto senza un po' di guerriglia urbana, non ci facevamo neanche caso, era normale.... toh! una macchina 850coupè rovesciata.... passiamo dall' altro lato della strada che lì hanno sparato i lacrimogeni... eravamo troppo ansiosi di assistere al concerto per badare a queste quisquiglie (Mah? si scrive così? Quisquillie? ma chi se ne frega....). Finalmente riusciamo ad entrare.... il palasport era strapieno e riusciamo a conquistarci un posto su su in cima alle gradinate... schiacciati contro le vetrate, per fortuna che sono alto ed avevo comunque una buona visuale. Il Concerto, aperto con la mitica "Watcher of the skies", è qualcosa di meraviglioso. Poi c'è la famosa gaffe di Gabriel che dice "foglia di fica" in vece di fico.... ed un risolino divertito serpeggia per tutto il pubblico..... il finale non può che essere "The Musical Box" ed è l' apoteosi, delirio totale. Non ricordo come siamo tornati a casa.... il concerto finì intorno alle 9 di sera e a quell' ora non c'erano più treni ne pullman per Cavagnolo.... ma in qualche modo siamo tornati.

Qualche tempo dopo girava una storiella su Steve Hackett, chitarrista dei Genesis, pare che entrato in un negozio di strumenti musicali volendo provare una Gibson Les Paul abbia chiesto, traducendo in italiano, una Gibson "Lo Palo", non ho mai capito se era vero o era solo una battuta (neanche troppo intelligente).

GENESIS 2
Lunedì 24 Marzo 1975, ore 21 - Palasport, Torino


Questa volta niente Austerity ed al concerto ci andammo in auto.
Palco enorme, effetti speciali, retro proiezioni, luci fumi e colori..... e ad un certo punto, in mezzo a lampi di strobo, magicamente Gabriel compariva contemporaneamente ai due lati del palco.... stupore!
Ma come faceva? poi pensandoci un attimo era abbastanza semplice..... c'era una controfigura vestita e truccata come lui.....
A parte gli effetti speciali del concerto non ricordo molto, il gruppo proponeva il nuovo disco "The Lamb Lies Down On Broadway" troppo lungo, un po' ripetitivo, poco emozionante....
Non fù una delusione, era sempre un grande concerto, ma all' uscita restava un po' di amaro in bocca, e credo di non essere l' unico ad aver avuto questa sensazione...... e poi, quello che oggi viene chiamato "Prog" e che allora non aveva un nome ben definito, cominciava a rompere i coglioni..... 

giovedì 14 luglio 2011

Armaghedon

ARMAGHEDON (1993)
di Stefano Milla

Fascetta della VHS
Dignitosa produzione indipendente girata in video con budget ridottissimo.

Ho conosciuto Stefano alla fine degli anni 80, era sempre vestito di nero.... ma non mi sembrava una persona triste, mi era simpatico e quando, sapendo del mio lavoro (Le Onoranze Funebri), mi chiese se si poteva allestire una camera ardente con tanto di bara per una scena del suo film gli offri tutta la mia collaborazione. Una sera arrivò a casa mia con tutta la troupe e gli attori e dopo un po' di chiacchere tirai fuori dei vecchi paramenti neri che ormai non si usavano più ma che erano perfetti per il film.
Però gli chiesi di apparire brevemente nel film naturalmente nella parte del "Becchino".
Io avevo da poco aperto la Videoteca e gli parlai della possibilità di distribuire in video il suo film quando fosse terminato, poi però per una serie di eventi personali ed una prima crisi del mercato homevideo non potei occuparmi con il dovuto entusiasmo della cosa, dopo una prima stampa di 200 copie.... la cosa rimase li ferma, nel cassetto.

Registrazione SIAE presso la sede di Milano, nella sede di Torino non vidimavano le opere audiovisive e dovetti andare fino a Milano.

Sotto c'è la firma di Luca Re (cantante dei Sick Rose) infatti fu lui a ritirare le etichette timbrate, mentre era a Milano per i fatti suoi e mi fece un grosso favore.