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mercoledì 31 agosto 2011

"Ma che è sta roba?"

Nel frequentare le scuole superiori nei primi anni settanta era una piacevole abitudine organizzare cortei di protesta, essendo il mio impegno politico molto vicino allo zero assoluto preferivo, dopo aver percorso un centinaio di metri, dileguarmi in vie secondarie e gironzolare per la città, una mattina in compagnia del "Losco" ci recammo da Fiorio, nota gelateria torinese e ritrovo di tutti quelli che non andavano ai cortei, ci unimmo ad un gruppo di ragazzi e ragazze che discutevano di "libertà sessuale" e visto che eravamo maschietti un po' all' antica, oltre che un po' imbranati, non ci sentivamo di reggere la discussione e decidiamo di andare al cinema. Uno dei pochi cinema in Torino aperti al mattino era il Centrale (altra meta preferita di chi tagliava da scuola) entriamo senza nemmeno guardare che film avremmo visto, il film era già iniziato e dalle prime immagini che ci riempirono gli occhi abbiamo capito che era un qualcosa di molto strano.
Ogni cinque minuti ci guardavamo chiedendoci "Ma che cazzo è sta roba???". 

Era "La Montagna Sacra"


Film che non può lasciare indifferenti: o lo si ama, o lo si odia.
Una esperienza visiva che rimane impressa per i suoi eccessi, rivoltante ed affascinante, blasfemo, violento, grottesco, un turbinio di immagini inconsuete e surreali a volte con risvolti comici a volte con scene rivoltanti che ti colpiscono allo stomaco.
Da alcuni considerato un capolavoro, da altri un opera pretenziosa e inconcludente, dalla maggior parte delle persone normali una terrificante porcheria.
Per me è stato un film che mi ha cambiato la vita.

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